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Macalli sulla riforma: “60 club e i giovani, la nostra missione”

calcio

Il traguardo è stato fissato a quota sessanta. Massimo 60 club. Ma che “siano sani e che puntino sui giovani, questa  la nostra missione”, spiega Mario Macalli. Il presidente della Lega Pro (ex serie C) va avanti per la sua strada. Da 90 società, che è (era) il format della C, si è già scesi in maniera sensibile, 13 club in meno grazie allo stop dei ripescaggi. Ma non basta, non può bastare.

“Le riforme  – spiega Macalli- si devono fare”. Secondo lui, la A dovrebbe scendere a 16 squadre, la B divisa in due gironi. “Perché questa B non ha vita lunga, d’altronde ha vissuto sempre di assistenzialismo e ha bruciato centinaia di miliardi di vecchie lire in pochi anni… Solo i due gironi possono salvarla”. Andrea Abodi, n.1 della Lega di B, la pensa diversamente: per lui il primo passo è scendere a 20 club (dagli attuali 22, un’assurdità retaggio del caso Catania). La Lega Pro, in questi anni, ha fatto passi da gigante: restano ancora troppi club penalizzati perché non pagano gli stipendi ma “sono cresciuti i giovani, un segnale importante soprattutto in Seconda Divisione”.

La Lega Pro è, con la B, fra i “fornitori” della Under 21 di Ciro Ferrara, visto che in A i giovani italiani non trovano spazio, ma la strada maestra è quella di un risanamento generale, arrivare ai tre gironi con massimo 60 club in tre anni. “O magari anche prima-dice con una vena polemica Macalli-se i club continuano a non farcela ad iscriversi… Ma non è il sistema, questo. E’ una follia. Bisogna pensare ad una vera riforma del sistema calcio, e per questo bisogna parlarne, il più presto, in consiglio federale. Siamo in tempo di crisi, i presidenti-imprenditori non ce la fanno più: e noi, come Lega, lo ricordo, aspettiamo sempre quello che ci deve la serie A per i diritti tv. Sono soldi che ci spettano e ci farebbero respirare un po’ di più. Anche perché qualcuno che fallisce, potrebbe chiedere anche i danni…”.

La battaglia continua. Per poter sopravvivere. Resta aperto il discorso delle seconde squadre (Milan B, Juve B, eccetera): la Lega Pro fa resistenza ma Demetrio Albertini non si arrende facilmente. (Fonte Repubblica.it)

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