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Calcio.Arrestato il presidente del Poggibonsi e la moglie con l’accusa di traffico illecito di rifiuti pericolosi

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| I Carabinieri hanno arrestato il titolare dell’azienda “Pianigiani Rottami” e presidente del Us Poggibonsi Calcio, Antonello Pianigiani, e la moglie, Antonietta Panarelli, vicepresidente del Poggibonsi Calcio e amministratrice unica dell’azienda Sir, nell’ambito di una vasta operazione tesa a colpire un’attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi.

L’operazione “Transformers” è stata coordinata dalla Procura di Firenze, e condotta dai Carabinieri del NOE di Grosseto, in collaborazione con i NOE di Firenze, Roma, Perugia, Bologna, Milano, Campobasso, Lecce, Ancona, Compagnie Carabinieri di Siena, Poggibonsi, Scandicci, Signa, Lucca e con il 4° Elinucleo di Pisa.

L’indagine ha avuto origine dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, nel 2009, dopo che gli specialisti del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Grosseto, durante un controllo alla “Pianigiani Rottami”, evidenziarono che la stessa, fraudolentemente, classificava non pericoloso il rifiuto proveniente dalla rottamazione dei veicoli (car fluff), addirittura utilizzandolo come base per la produzione di Combustibile Derivato da Rifiuti (C.D.R.). Il C.D.R., oltre a non corrispondere alla tipologia normativa, è pericoloso per l’elevato contenuto di sostanze inquinanti e dannose per la salute pubblica e per l’ecosistema, quali: idrocarburi, oli minerali, cadmio, cromo, zinco, vanadio, piombo, boro, bario, manganese, rame e policlorobifenili (PCB).

L’azienda – come fanno sapere in una nota i Carabinieri – regolarmente autorizzata per la raccolta e recupero di rifiuti pericolosi e non e per la rottamazione e frantumazione dei veicoli – prosegue la nota dei Carabinieri – con il concorso di laboratori di analisi, trasportatori, inceneritori, discariche, che sebbene regolarmente autorizzate, aveva attivato il traffico illecito di rifiuti pericolosi facendoli apparire come non pericolosi, aggirando di fatto la stringente normativa per il trattamento dei rifiuti pericolosi, ottenendo un ingente e ingiusto guadagno.

I soggetti coinvolti, per abbattere i costi elevati per lo smaltimento di tale tipologia di rifiuto pericoloso, avevano escogitato un metodo per liberarsene a costi fortemente ridotti. Infatti talvolta lo miscelavano a rifiuti non pericolosi producendo il C.D.R., tra l’altro gli attribuivano altri codici di comodo così da dare una rappresentazione del rifiuto del tutto diversa da quella effettiva e derivante dalla sua origine. Prima dell’avvio nei termovalorizzatori, necessitava dotare lo stesso di una certificazione per sviare i controlli. In questa fase assumevano un ruolo determinante i tecnici e responsabili di laboratori di analisi, che emettevano certificazioni compiacenti, e a seguire era necessaria anche la connivenza di intermediari, trasportatori e responsabili degli inceneritori.

L’attività di indagine si allargava a macchia d’olio su quasi tutto il territorio nazionale: Toscana, Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Molise, interessando nel complesso tutta la filiera della gestione dei rifiuti. Anche dopo la scoperta dei reati – prosegue la nota – gli indagati si davano da fare per creare documentazione falsa finalizzata ad ottenere, con l’aiuto di legali, un ingiusto annullamento delle sanzioni da parte del Giudice di Pace. Il tutto finalizzato al conseguimento di un ingiusto profitto, gestendo abusivamente enormi quantitativi di rifiuti pericolosi, stimati in oltre 50 milioni di kg. per un giro d’affari di circa 5 milioni di euro.

Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto l’applicazione di tre misure cautelari nei confronti dei promotori dell’associazione e il sequestro preventivo delle due principali società con nomina di un Amministratore Giudiziario. Complessivamente risultano indagate 126 persone. Inoltre è stato aperto anche procedimento penale per la responsabilità delle persone giuridiche.

L’Us Poggibonsi ha diramato questo comunicato sulla vicenda: “L’Us Poggibonsi, in relazione alle notizie che stanno riguardando i vertici societari giallorossi, ha deciso di restare in silenzio stampa fino a che non sarà fatta chiarezza su tali notizie”.fonte valdelsa.net

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One Response a “Calcio.Arrestato il presidente del Poggibonsi e la moglie con l’accusa di traffico illecito di rifiuti pericolosi”

  1. Veramente,non é il tempo ne il luogo da commentare una notizia per adesso,unicamente poliziale e investigativa.

    Pubblicato da blanca martinetto | 14 marzo 2012, 16:36

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