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Caro presidente, pensi di piu’ a cio’ che dice!!!

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Caro presidente, pensi di piu' a cio' che dice!!!

Carissimo Presidente,
in questi giorni di ozio forzato ho potuto leggere con attenzione la Sua intervista concessa a Vittorio Callegani
“graffi su pallone”. Cercherò di essere più semplice e obiettivo possibile anche se mi risulta difficile esserlo
visto il copioso quanto sconclusionato e contraddittorio contenuto. Ma veniamo con ordine; lei riferisce che
ci troviamo in uno stato di guerra e le prime vittime sono la verità e l’informazione e nessuno ha interesse a
far sapere come stiano veramente le cose. A parte le mancanze di analisi logica quali i soggetti e complementi
oggetto, mi chiedo e Le chiedo chi sarebbero i destinatari e così i beneficiari di questa astuta quanto
incomprensibile strategia? Purtroppo Lei non si è fermato solo a questa astratta e inconferente
considerazione ma si è spinto oltre e come un nuovo duce ha affermato che, il fine recondito di non si sa
chi, fosse intimidire imperscrutabili avversari e rassicurare immaginarie truppe! Ancora oltre, con
scomposta sicumera ha apostrofato i comportamenti degli scienziati e dei governanti quali erratici e
sottovalutativi. Certo è che dall’olimpo epidemiologico corianese sarà stato preventivamente valutato
l’impatto del virus avendo lei certo predisposto un dettagliato piano nazionale di contrasto alla pandemia.
Come diceva Totò: “ma mi faccia il piacere…”, deo gratia se lei ha sanificato la Sua azienda, il che dubito
fortemente!
Con un’involuta composizione letterale ha riferito urbi et orbi che l’allarmismo come la corsa ai
supermercati sarebbero giustificati anche alla luce di comportamenti egoistici. Le svelo un segreto assoluto
caro Presidente: l’uomo è egoista per natura e proprio per far fronte a questa sua natura che esiste il
consesso civile con le sue norme! La paura e la depressione, uniti al panico, secondo il Suo bizzarro assunto
sarebbero i peggiori nemici del nostro sistema sanitario nazionale! Beh questa interpretazione del
momento critico del nostro sistema sanitario bisognerebbe riferirla agli infermieri, agli infettivologici,
epidemiologi, pneoumologi, rianimatori e tutti coloro che ogni giorno, da circa 45 giorni, combattono senza
sosta per salvare le vite degli infettati. Sono certo che sapendo della Sua arguta considerazione
correrebbero in massa sotto casa Sua ad omaggiarla con ogni mezzo!
Il virus, sempre secondo lo stigma delle Sue parole, non avrebbe una pericolosità assoluta ma manderebbe
(sempre secondo Lei) un messaggio al mondo secondo cui i paesi poveri sarebbero stati così colpiti a
discapito di quelli più ricchi. Ebbene a parte le funzioni di messaggero del Covid19 di cui dubito fortemente,
mi soffermo sul fatto che a parte l’IRAN sono stati colpiti la Cina (prima potenza economica mondiale) la
Korea del Sud, il Giappone, l’Italia, la Germania, la Francia ed in ultimo la Spagna che non mi paiono tra i
paesi più poveri del mondo. Forse che il Covid19 abbia sbagliato mail Presidente? Chissà!
Sempre secondo le Sue incomprensibili elucubrazioni Le comunico che sicuramente i modelli di sviluppo
cambieranno, meno soldi agli armamenti e di più alla ricerca. Detto ciò è proprio sicuro, sicuro che anche
questa modificazione dei modelli non andrà a discapito dei più poveri? La ricerca non la si fa nelle banlieu o
a Coriano questo è certo, la si fa nei ricchi laboratori svizzeri, francesi e nelle altrettanto ricche
multinazionali americani! Meno populismo demagogico e più buon senso pratico!
Ma vengo al pezzo forte della Sua improbabile e scalcinata intervista e mi riferisco alla citazione dell’8
settembre 1943 con il richiamo al film di Comencini “Tutti a casa”. Lei confonde il titolo del film con
l’esortazione di “tutti in casa” dell’odierno Primo Ministro. In questo momento non si possono mischiare le
cose, abbinando un evento storico quale il mancato ordine del comando del regio Esercito alle truppe
italiane dislocate sul territorio nazionale e di oltre mare, all’alba dell’armistizio, con un’esigenza sanitaria
globale. Il “Tutti a casa” di Comencini aveva ben altro significato, il riscatto di un esercito lasciato allo
sbando per un mancato ordine che non consentì ai reparti di avere direttive precise, dissolvendosi e
creando al contempo due fazioni poi in guerra tra loro. Prima di raccontare certe cose almeno bisogna
studiare un po’ o quantomeno guardare il film. Come molti che parlano a vanvera di eventi bellici, senza
sapere di cosa parlano anche Lei Presidente è caduto nella trappola dei luoghi comuni e nella
generalizzazione di eventi lontani e assolutamente dissimili tra loro. Gli eventi sono assai diversi e così come le loro conseguenze, infatti il dopoguerra del 45 fu assolutamente un momento di ripartenza anche
economica del paese, c’erano macerie dappertutto e tutto era da ricostruire. Il lavoro si trovava in quanto,
la falcidia dei morti in combattimento, unita all’attività di ricostruzione consentiva un lavoro a tutti i
sopravvissuti oltre ad un mai dimenticato piano Marshall americano. Oggi non c’è nulla di ricostruire, non
c’è l’enorme falcidia di oltre 600.000 morti, le aziende chiudono non perché sono distrutte ma perché non
producono e quindi non c’è lavoro per nessuno nemmeno a buon mercato, tanto meno un piano Marshall.
Presidente Lei parla di ricostruzione ma cosa si dovrebbe ricostruire effettivamente? Non è dato sapere!
Quanto alla poi alle dissertazioni sul calcio che sarà, Le lascio il beneficio del dubbio di riforme
assolutamente oniriche e irrealistiche ma questo anche se è un mio campo, non voglio e non posso intervenire.
L’economia è come la natura si protegge da sola dagli errori degli uomini e quindi per evitare che questi
ultimi soccombano gli stessi devono capire i modi con cui proteggersi.
Lei Presidente è una persona assai simpatica ma non invada campi che non Le appartengono, disserTi di ciò
che conosce effettivamente, palloncini, gas, colori e quant’altro legato al Suo lavoro oppure taccia dando
così l’impressione di essere persona intelligente invece di aprir bocca e togliere così ogni dubbio.
Con affetto sincero BAR SPORT

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2 Di risposte a “Caro presidente, pensi di piu’ a cio’ che dice!!!”

  1. Ho letto con attenzione l’intervista di Vittorio Callegani al patron Grassi e di
    conseguenza la presa di posizione di Bar Sport che ne è seguita. Tralascio di prendere
    posizione sulla polemica che é nata in merito ai riferimenti storici, sanitari ecc…, ma intendo
    esprimere il mio parere sugli aspetti economici e sportivi che hanno portato Grassi a prendere
    posizione sul tema della riforma del sistema calcio.
    Lasciamo perdere il riferimento alla cassa integrazione per i calciatori:sarebbe meglio un.
    contributo una tantum da parte del Governo o della Lega.
    Passiamo alla riforma proposta da Grassi: il calcio professionistico nazionale é composto da
    3 serie, A B e C, ma mentre la serie maggiore vanta introiti enormi e la serie B quanto meno
    si barcamena, la serie C deve affrontare costi di gestione insopportabili(soprattutto a causa
    di una contribuzione enorme:800000 euro per la Rimini Calcio nella stagione 18/19).
    La terza serie in definitiva spende almeno il doppio degli introiti:come può essere sostenibile
    a lungo un rapporto del genere?
    Tutte queste circostanze mi portano ad appoggiare senza se e senza ma le proposte del presidente
    Grassi e a tal proposito devo aggiungere che il sottoscritto e Gino Stacchini da anni ne parliamo
    convenendo che debbano essere attuate al piú presto.
    Pensate a quante risorse si potrebbero liberare, dati i risparmi che si otterrebbero.da destinare al
    settore giovanile:non dimentichiamo che la serie C é stata spesso un grande serbatoio a cui hanno
    attinto le grandi società di serie A!Santarini, Tardelli, Baggio, Anastasi ecc… a mio avviso ce n’é
    abbastanza per non considerare utopistico quanto esposto dal Presidente della Rimini Calcio.
    Bertozzi Lorenzo
    P. S. :Indino, spero che anche tu appoggerai la proposta_Grassi e farai appello alla tua influenza
    in tutti gli ambienti deputati,perché a mio modesto avviso siamo anche in ritardo.

    Pubblicato da Selena Bertozzi | 17 Marzo 2020, 17:10
  2. Dear Sir Bar SPORT, Sehr geherter Herr Bar Sport, come sempre in tutti i settori economici politici e sportivi, i giornalisti la fanno da padroni, cioè guidano e deformano l’opinione (il percepito) di chi si appassiona e capisce senza offesa molto poco di temi politici, economici e sportivi. I lettori sono tutti ignoranti? Assolutamente nooooo!!!! Allora lo sono i giornalisti? Assolutamente noooo?! Ma sia gli uni sia gli altri esprimono opinioni senza aver operato direttamente, magari sacrificando tempo, sonno e soprattutto danaro. Nel caso specifico del calcio, tutti si arricchiscono di soldi e di fama, facendo uno dei lavori più piacevoli che il mercato del lavoro offra. Le figure che sono maggiormente esposte e spessissimo si prendono badilate di merda da giornalisti e da tifosi, sono i presidenti, i dirigenti e in parte anche gli allenatori. E’ logico che chi rischia la salute, i capitali e la propria immagine invochi la possibilità di una riforma che lo aiuti ad uscire da una situazione pericolosa che non dipende solo da lui ma dal contesto. I tifosi apparentemente amano vedere il calcio come gioco o sport, ma in realtà cercano nelle vittorie della propria squadra rivincite a sconfitte che hanno subito nella loro vita professionale o famigliare od altro. Siamo nell’emisfero emozionale e non in quello razionale. Tradotto: a me non interessa un cazzo se Grassi ci rimette 800.000 euro all’anno io voglio vincere in serie C o Lega Pro e con due tre innesti buoni possiamo andare in B subito. Questa frase è stata detta almeno 800.000 volte da chi ragiona con l’emozionale, ma in banca vogliono il razionale, coiè le banconote ecc. ecc………Ritorniamo al giornalismo: Se il giornalista di ogni tipo di media, parlasse all’emisfero razionale, l’audience sarebbe mille volte inferiore all’audience che si ottiene comunicando con un pubblico di emozionali. Se è comprensibile l’atteggiamento obbligato dei giornalisti e le aspettative dei tifosi che non fanno l’abbonamento per fare esercizi razionali ma per vivere emozioni, perchè non è comprensibile e lecito che un Presidente che ha già dato, e continua a dare, esprima e desideri realizzare ipotesi riformistiche? Perchè un giornalista che sta sempre dalla parte dei tifosi emozionali,altrimenti non vende il proprio prodotto, scrive una risposta che vorrebbe apparire completamente razionale, ma in realtà galleggia in un mare emozionale attacca il palazzo??? Oscia tci cumpliched Piero!!!!
    N.B. Il discorso dell’audience viene da 12 anni di militanza nell’area di Cologno Monzese, potrebbe essere vero! Buon lavoro state calmi e forza Rimini e Auguri Presidente.

    Pubblicato da Piero | 17 Marzo 2020, 20:08

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