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Santarcangelo. Conferenza stampa sulla vicenda “dirty soccer”.

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Si è svolta sabato nella sala stampa dello stadio “Valentino Mazzola” la conferenza stampa in cui il Santarcangelo Calcio ha voluto prendere posizione circa le vicende dell’ultimo mese relative all’inchiesta “dirty soccer” legata al calcioscommesse. Hanno parlato a nome della società il presidente Roberto Brolli, il legale del club Riario Fabbri e il capitano della prima squadra Michele Nardi.
“Veniamo da questi 20 giorni di silenzio come società – esordisce Brolli – che hanno visto alcuni nostri tesserati coinvolti nell’inchiesta “dirty soccer” e abbiamo scelto questa strada perché volevamo dare agli inquirenti la possibilità di procedere col loro percorso della giustizia ordinaria. Leggendo quello che hanno riportato alcune testate, abbiamo ingoiato anche qualche boccone amaro. Perché il Santarcangelo Calcio non è minimamente coinvolta in questa faccenda, non ha ricevuto nessun avviso di garanzia né alcun tipo di verifica. Né a livello dirigenziale, tanto meno di staff tecnico. Sono stati coinvolti 4 tesserati al momento indagati, il che non significa che sono condannati. È stato coinvolto un collaboratore (il magazziniere Daniele Ciardi, ndr), che tra l’altro non è nemmeno un tesserato del Santarcangelo, bensì un collaboratore del settore giovanile e della prima squadra. Una figura che abbiamo già dimenticato e di cui non vogliamo più parlare. Senza fare polemica, in quei giorni, facendo riferimento ad alcune testate giornalistiche ed in particolare a certi articoli non firmati, ho letto certe cose che mi hanno colpito, soprattutto in merito a determinati considerazioni e commenti. Un conto è farli su una partita, dove si possono esprimere opinioni più o meno condivisibili, un conto su questo tipo di vicende, in cui andrebbero sempre ponderati. Ho letto che il Santarcangelo Calcio era già retrocesso, che sarebbe stato penalizzato già nella stagione corrente e che si cercavano già altre squadre che l’avrebbero rimpiazzato in categoria. Tutte cose che hanno fatto male, visto che innanzitutto è passato in secondo piano il grande capolavoro compiuto a livello tecnico da squadra e società. Abbiamo creato una simbiosi incredibile, riuscendo persino ad evitare i play-out.
Altro aspetto, in questa vicenda è decaduta l’accusa dell’associazione a delinquere, un segnale importante per tutti. Probabilmente dovremo vedercela con la giustizia sportiva, ma noi siamo molto fiduciosi perché crediamo che i ragazzi coinvolti ne siano estranei. Verosimilmente il fascicolo di indagine arriverà sul territorio di Rimini, in cui operano organi estremamente competenti in materia, svincolandosi dal gip di Catanzaro. Ripeto, siamo fiduciosi affinché venga fatta luce su questa situazione. Spero che il messaggio che passerà è che il Santarcangelo Calcio è parte lesa e si costituirà parte civile”.
Successivamente la parola passa al legale Fabbri. “Nell’ambito penale, la società e i dirigenti non hanno avuto nessuna notizia da parte degli organi inquirenti riguardo eventuali responsabilità. La società aspetta che vengano chiarite le posizioni degli indagati, da qui i 20 giorni di silenzio, ma non ha alcun tipo di responsabilità penale né a livello societario, dirigenziale, né di staff per gli eventi che vengono contestati. All’esito della fase istruttoria e delle indagini preliminari, valuterà il Santarcangelo, tramite il proprio direttivo, la possibilità di costituirsi parte civile e chiedere i danni che riteniamo di aver subito. Ci sono delle indagini preliminari, coordinate dalla procura di Catanzaro, che possono durare da 6 a 24 mesi. In questo periodo vengono assunte dall’accusa, tramite gli strumenti idonei, le prove che dovranno sostenere la fondatezza di rinvio a giudizio per coloro che saranno ritenuti colpevoli di qualche ipotesi di reato. Dico qualche ipotesi perché già negli interrogatori di garanzia i giocatori del Santarcangelo sono stati liberati tutti, considerato che stamane anche Guidone è stato scarcerato. Perché molto probabilmente i gip incaricati di decidere l’applicazione della misura di custodia cautelare, hanno ravvisato la mancanza dell’associazione a delinquere. Che dovrebbe costituire la ragione della scarcerazione degli indagati tesserati o riconducibili alla società.
Ho letto poi su una testata nazionale che ci sarà un incidente probatorio che dovrebbe evidenziare nel contraddittorio delle parti il contenuto dei telefoni dei vari indagati. Di lì partirà un altro filone di indagini sempre nell’ambito dei 24 mesi. Noi come società possiamo soltanto attendere il lavoro di altri, gli inquirenti in cui abbiamo massima fiducia.
Altro aspetto da chiarire, il motivo per cui il club non ha preso immediatamente una posizione. Perché dovevamo valutare la situazione. Come ha detto giustamente il presidente, indagato non significa condannato. A noi piace pensare che i ragazzi a cui abbiamo dato fiducia siano innocenti e che riusciranno a provare la loro estraneità a questi spiacevoli episodi. Questo anche perché ci riabiliterebbe nel processo sportivo. Un processo che si svilupperà nei prossimi 2-3 anni. Il procuratore federale deve avanzare una richiesta al procuratore ministero, per poter conoscere determinati atti. Nel momento in cui questa richiesta verrà accettata, si valuteranno le posizioni dei tesserati e quindi l’eventuale responsabilità oggettiva della società. Noi aspettiamo che venga fatta luce in ambito penale sulle posizioni degli atleti, anche perché se i giocatori non hanno alcuna colpa, il Santarcangelo risulterebbe estraneo alle suddette vicende. In quanto la responsabilità oggettiva deve essere riconducibile nella fattispecie ad un illecito sportivo posto in essere da un tesserato o da una persona riconducibile alla società. Se poi emergeranno delle responsabilità, inizieremo a difenderci e dimostreremo la nostra posizione, visto che abbiamo elementi certi. Nessuno di noi ha mai avuto sentore di alcun tipo di problema a livello societario, quindi esclude la responsabilità diretta. Ribadiamo che il Santarcangelo spera che questi ragazzi, con cui aveva instaurato un rapporto di familiarità tipico di questa realtà, vengano scagionati.
Tornando alla responsabilità, si suddivide in 3 tipologie: diretta, presunta e oggettiva. Noi possiamo rientrare soltanto in quella oggettiva, che prevede dai punti di penalizzazione a sanzioni più pesanti che direi di escludere da subito. Abbiamo delle indagini che coprono delle partite che abbiamo perso, per cui non abbiamo avuto nessun vantaggio. Se questo non è elemento che va ad elidere la responsabilità oggettiva del Santarcangelo, quanto meno lo ridimensiona. Una responsabilità senza dolo e senza colpa. La società in parole povere non c’entra nulla, è oggettivamente responsabile per comportamenti dei suoi tesserati, ammessi che vengano provati. Il processo sportivo non si potrà celebrare entro la stagione corrente, in quanto non ci sono i tempi tecnici nemmeno per un deferimento. Come società puntiamo all’archiviazione del caso. Naturalmente non la possiamo disporre noi, ma vorremmo riuscire a determinare attraverso l’assunzione del reale svolgimento dei fatti l’assoluta estraneità della società”.
Dopo l’avvocato ha parlato il capitano Nardi, il quale ha esposto un comunicato a nome di tutti i giocatori. “Sono qui in rappresentanza dei giocatori del Santarcangelo Calcio per smentire le voci in merito a quanto riportato dai media nell’ambito dell’operazione “Dirty soccer”. Teniamo a precisare che lo spogliatoio non era in alcun modo gestito o condizionato dal magazziniere Daniele Ciardi. Anzi, gli unici momenti in cui la squadra era a contatto con lui erano quelli del ritiro del materiale da allenamento giornaliero. Vogliamo inoltre chiarire che la squadra non ha mai in nessun modo agito per arrecare danno a società, staff e squadra stessa. Attendiamo pertanto il normale sviluppo delle indagini, confidando nell’operato della giustizia ordinaria e sportiva”.
Successivamente i tre hanno risposto alle domande dei giornalisti. “Parlo a nome della squadra – dichiara Nardi – e dico che nessuno ha agito per arrecare danno a società, staff e di conseguenza a noi stessi. Ne sono più che convinto. Poi la giustizia farà il suo corso e chi ha sbagliato in qualsiasi modo è giusto che paghi”.
Gli fa eco Brolli. “Non abbiamo avuto il minimo sospetto che qualcuno potesse aver messo in moto delle combine. Poi comunque si tratta di partite che, se analizzate, si potevano anche perdere. A Grosseto si può perdere, anche se poi abbiamo subito gol a 5 minuti dalla fine con Pichlmann che forse era in fuorigioco, in casa con L’Aquila avevamo dominato e forse c’erano 1-2 rigori per noi. Anche ad Ascoli si può perdere, non siamo stati gli unici, come al ritorno in casa de L’Aquila in lotta per i play-off. In più abbiamo avuto sfortuna quella mattina. E Michele è stato il primo, con quel gol subito incredibile. Se si fosse messo d’accordo per perdere, probabilmente non avrebbe compiuto un errore così grosso (racconta ridendo, ndr). La penso come Nardi, altrimenti non saremmo stati solidali coi ragazzi. Era più facile chi millantava certe cose farlo in queste situazioni piuttosto che in altre”.
Fabbri spiega l’iter che ha portato alla scarcerazione nella giornata odierna Marco Guidone. “Le accuse sono pesanti, non si viene scarcerati così facilmente se non ci sono riscontri così chiari. Guidone ha fatto un altro tipo di percorso rispetto agli altri soggetti. C’è stata una valutazione da parte di diversi gip sulla presenza o meno di questi requisiti per mantenere una misura di custodia cautelare o di arresti domiciliari. Nel caso del gip che si è occupato di Guidone, ha ritenuto invece di optare per una custodia cautelare. Però il tribunale del riesame, una sorta di secondo grado che va ad approfondire la presenza o meno dei requisiti per poter mantenere una persona in carcere, ha disposto l’immediata scarcerazione di Guidone”.
Sullo scambio di messaggi tra Ciardi e Ridolfi dopo la partita in casa del Grosseto. “Il messaggio – prosegue lo stesso Fabbri – che può essere riferito a tante situazioni, deve essere letto e contestualizzato. In penale si dice che un indizio debba essere grave, preciso e concordante. Un indizio non porta ad una responsabilità penale, l’accusa dev’essere sostenibile. Non penso sia facile ricondurre un unico messaggio ad una combine”.
Sulla situazione contrattuale dei 4 tesserati. “Noi di contrattualizzato abbiamo solo Guidone – spiega Brolli – che potrebbe non andare neanche a processo. Gli altri sono giocatori che il 30 giugno si liberano. Ridolfi torna al Carpi, Traorè al Cesena mentre Obeng sarà svincolato. Se secondo il collegio arbitrale non ha commesso nulla, rimane contrattualizzato al Santarcangelo. Come stanno i giocatori liberati? Sono allibiti dalla maniera in cui sono stati chiamati in causa in questa inchiesta. Obeng era qui l’altro ieri, serenissimo e tranquillissimo. Melini ha parlato con Traorè, una situazione analoga, anche perché il suo arresto è stato particolarmente traumatico”. Anche Nardi esterna le sue sensazioni. “Mi sono svegliato coi messaggi dei miei compagni di squadra. È stata una cosa brutta, triste che non avrei mai voluto che capitasse. Giorni sgradevoli, soprattutto perché inizialmente c’era poca chiarezza sulle notizie e non sapevamo bene cosa fosse successo. Mentre successivamente ci siamo fatti un’idea leggendo le intercettazioni e abbiamo visto la situazione dei nostri compagni come si stia delineando, molto meno grave di come fosse stata dipinta all’inizio. Dubbi? Mai”.
In un secondo momento si è passati alle questioni tecniche. “Paradossalmente – commenta il presidente -avevamo la fortuna il 10 maggio di staccare per qualche giorno la spina, visto lo stress di un campionato al cardiopalma vissuto intensamente. Invece questa storia ci ha appiattito dal punto di vista sportivo. Però da qualche giorno abbiamo ripreso a pensare al futuro, che non sarà facile per i suddetti motivi, ma anche perché dal punto di vista mediatico dobbiamo riacquisire credibilità, in una situazione in cui paradossalmente non c’entriamo nulla. Avevamo la necessità di allargare la base sociale e coinvolgere altre figure, ma adesso è dura ricercare nuovi personaggi. Purtroppo le cose belle si dimenticano in fretta, le altre fanno invece più notizia. Il nostro primo mattoncino l’abbiamo messo venerdì, riconfermando Oberdan Melini come direttore sportivo, supportato dal coordinatore tecnico Paolo Bravo, che collaborerà pure col settore giovanile. Dove il responsabile non sarà più Angelo Bullini, che si è dimesso per motivi personali. Rimodelleremo l’organigramma a giorni, ma non sono previsti nuovi ingressi, dato che abbiamo allenatori di un certo livello, su tutti Fusi, Mastini e Garattoni. Tornando a Bravo, la sua esperienza può aiutarci a potenziare la sinergia tra vivaio e prima squadra. Abbiamo dato fiducia a loro non solo per l’ottimo lavoro inaugurato a gennaio, ma anche per puntare su un certo gruppo di giocatori e possibilmente anche sull’allenatore. Crediamo infatti che la rosa degli ultimi mesi sia importante per la categoria: lo dimostrano i risultati sul campo, visto che si era creato un gruppo di 22-23 giocatori tutti dello stesso livello. Potevano mancare 2-3 giocatori, ma chi li sostituiva era di pari valore. È ovvio che tutti quanti non potranno essere confermati, noi cercheremo di fare una squadra leggermente più giovane, rinunciando a qualche vecchio e contenendo i costi”.
Sul tecnico Agatino Cuttone. “Cuttone è una nostra prima scelta, i matrimoni però si fanno in due. È un allenatore importante per la categoria: noi vorremmo che rimanesse, però potrebbe avere ambizioni ed esigenze diverse che la società non può sostenere e soddisfare. Con lui comunque c’è un rapporto di stima. I tempi? Entro la prossima settimana decidiamo”.
Infine hanno parlato il direttore sportivo Oberdan Melini e il coordinatore tecnico Paolo Bravo. “Non dovessimo trovare un accordo globale con Cuttone – afferma Melini – si andrà su altri mister. Ribadendo comunque che vorremmo proseguire con lui”.
“Sicuramente un giocatore importante oggi come oggi può nutrire qualche riserva a venire a Santarcangelo – chiude Bravo – però è logico che probabilmente andremo a scegliere gente con una mentalità tale da affrontare tutto questo”.

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